Egitto, scoperte 17 nuove piramidi dalle foto dei satelliti a infrarossi
[articolo tratto da: http://www.ilquotidianoitaliano.it/scienze-e-tecnologie/2011/05/news/egitto-scoperte-17-nuove-piramidi-dalle-foto-dei-satelliti-a-infrarossi-86637.html/ ]
Grazie alle immagini a infrarossi scattate attraverso i satelliti spaziali della Nasa, in Egitto sono state scoperte ben 17 piramidi sepolte di cui si ignorava l’esistenza, oltre a migliaia di tombe e numerosi antichi insediamenti. La notizia è stata diffusa dalla BBC.
A quanto pare, gli scavi sarebbero già iniziati e avrebbero confermato il sensazionale rilevamento, frutto di circa un anno di studi ed esperimenti. A dirigere il progetto, l’egittologa americana Sarah Parcak dell’Università dell’Alabama.
«Indiana Jones è roba vecchia, mi dispiace per Harrison Ford – ha riferito l’esperta di space-archeology con un pizzico di ironia – abbiamo lavorato per oltre un anno a questa ricerca e ho potuto vedere i dati man mano che uscivano fuori. Alla fine non riuscivo a credere che avessimo scoperto così tanti siti».
I satelliti, hanno scansionato le profondità della terra dei faraoni da un’altezza di 700 km, equipaggiati di telecamere così potenti da localizzare oggetti dal diametro inferiore al metro. Utilizzando gli infrarossi, poi, è stato possibile individuare con relativa facilità i materiali presenti nel sottosuolo.
Gli egiziani, infatti, erano soliti costruire le proprie abitazioni con mattoni di fango, che alle apparecchiature appaiono molto più densi del terreno su cui giacciono. Tra le scoperte di maggior rilievo, vi è la necropoli di Saqqara, finora tralasciata dalle autorità dello stato nordafricano.
«Il momento più eccitante è stata la visita a Tanis – ha aggiunto la Parcak – hanno scavato un’abitazione risalente a tremila anni fa e il contorno della struttura coincideva quasi perfettamente con le immagini del satellite. É stata una vera e propria convalida della nostra tecnologia».
Intanto, sembra che il governo del Cairo abbia già annunciato di voler ricorrere ai satelliti non solo per riportare alla luce vecchi tesori, ma anche per preservare quelli già rispolverati dalle sabbie del tempo. Ancora una volta, la tecnologia si dimostra al servizio dell’uomo.
Miki Marchionna

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